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Patrick McGrath e la ‘Follia’. Latente, imprevedibile, connaturata

«Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca.».

Questo l’inizio di una delle più celebri fatiche di Patrick McGrath. Autore che sin dall’infanzia è cresciuto fra medici e pazienti – suo padre era sovrintendente medico al Broadmoor Hospital, ospedale psichiatrico di massima sicurezza – e che sin dall’inizio dell’opera dichiara esplicitamente la natura del suo scritto: «e con i più affettuosi ringraziamenti al dottor Brian O’Connell per la sua preziosa consulenza nelle questioni psichiatriche».

Patrick McGrath in un romanzo che oscilla tra l’amore e l’odio dei suoi lettori

Follia (Adelphi) è un romanzo che racconta la storia di Stella Raphael, moglie di Max Raphael, psichiatra criminale e futuro direttore del manicomio vittoriano in cui la famiglia si è da poco trasferita. Una donna dalla vita agiata, che vive nel lusso e nella comodità, e a cui apparentemente non manca nulla avendo un marito ambizioso, che si prende cura della propria famiglia, e un figlio che si dimostra tenero, affettuoso, intelligente e soprattutto curioso. Però così come uno stagno può facilmente essere turbato da una piccola goccia di pioggia che ne increspa la tranquillità, allo stesso modo a Stella è sufficiente conoscere Edgar Stark, artista e paziente dell’ospedale detenuto per uxoricidio. Una vicenda narrata in prima persona, ma non da Stella né tantomeno da Edgar, bensì da Peter Cleave, collega di Max, amico di Stella e psichiatra di Edgar.

Un’opera quella di Patrick McGrath che ha da sempre creato una dualità nel pubblico: coloro che lo hanno amato e coloro che invece non sono riusciti a raggiungerne la fine, abbandonandolo a metà lettura poiché possiede una natura difficile da comprendere.
Personalmente ho amato questo libro, ma sono fermamente convinto di non averlo capito sino in fondo. Infatti, Follia è un romanzo che prende in ostaggio il lettore, tenendolo incollato alle proprie pagine; lo fa però non con particolari colpi di scena o una trama da cardiopalma, bensì con un’inquietudine che respinge e, allo stesso tempo, attrae il lettore. Proprio questo è uno dei punti di forza del romanzo: narrare una quotidianità in cui tutti possono ritrovarsi; porre di fronte a scelte che tutti potrebbero incontrare nel corso della propria vita; affrontare tragedie da cui tutti possono essere toccati. Non è un caso che lo stesso Peter lo ricorderà a Stella durante una dello loro “chiacchierate”: «La tragedia è un aspetto della vita meno raro di quanto a volte si creda.».

Una lenta discesa nella follia?

Spesso le conclusioni vengono tratte alla fine del romanzo – dopo una lettura integrale dell’opera – ma in questo caso è inevitabile che il lettore si ponga spesso domande che sono rivolte direttamente a se stesso e che possono trovare risposta esclusivamente nell’individualità di ciascuno di noi. Il primo dubbio che sicuramente si scatena nella mente del lettore è chiedersi se la lenta discesa nella follia di Stella sia uno stato psichico nuovo oppure un qualcosa che è sempre presente – in ogni persona -, ma che viene tenuto letteralmente a bada. Infatti quello di Stella è un percorso che non presenta evidenti turbamenti, che inducono a pensare che quello è il momento preciso in cui un essere umano potrebbe
effettivamente impazzire. Sicuramente si possono leggere tragedie che però sono conseguenza di quella lenta discesa nella follia, ma non ne sono la causa scatenante. Quest’ultima è da ricercarsi nell’amore.

Questo è sicuramente il tema principe dell’opera – perlomeno il tema principe esplicitamente espresso dall’autore – che rende Follia di Patrick McGrath così attuale al giorno d’oggi. L’amore è un qualcosa che pervade la persona e la porta a compiere scelte che forse mai avrebbe preso in considerazione. L’amore è l’unico sentimento che è in grado di cambiare una persona rendendola però conscia di questo cambiamento.
Quando però l’amore diventa un sentimento irrazionale? Un qualcosa di autodistruttivo, un amore tossico di cui è difficile fare a meno, come fosse una droga che sappiamo essere estremamente dannosa ma che non riusciamo a lasciarci alle spalle. Patrick McGrath racconta come questo sentimento così nobile possa diventare turpe, come possa accompagnare una persona nell’illusione e, successivamente, nella follia.

«E mi rivelò che proprio durante i due giorni passati con Nick aveva tentato per la prima volta di seguire quello che chiamava l’istinto del cuore, cioè di separare, su un piano non intellettuale ma emotivo, l’uomo dalla sua malattia, e si era accorta che sì, ci riusciva. Oh, era facile, poteva farcela tranquillamente, vedeva Edgar con la testa fra le mani mentre l’uragano infuriava nella sua povera mente ottenebrata, ma l’uragano e lui erano due cose diverse! Passato l’uragano sarebbe guarito, sarebbe stato di nuovo lui. Ma nei momenti di pazzia doveva stargli lontano, per il suo bene; sarebbe tornata da lui più tardi.».

Posso giudicare chi è innamorato?

La domanda che tutti i lettori si pongono dopo aver vissuto la storia – dopo essersi sentiti straniati da un finale in cui non si spera ma che ci si aspetta – è solamente una. Follia di Patrick McGrath è un romanzo che non ha inizio né tantomeno fine, poiché racconta il quotidiano e vive del quotidiano di una storia che potrebbe essere vissuta da chiunque.
Un’opera che si ama alla follia o che si odia con tutti se stessi, perché costringe il lettore a un viaggio introspettivo, mentre si seguono distrattamente le vicende di Stella Raphael e, in realtà, dello psichiatra Peter Cleave. Infatti, nonostante non sia il protagonista è lui che racconta le vicende dei suoi pazienti e, nel finale, è lui che scrive la parola “fine” alle sue memorie o resoconto psichiatrico, delineando un profilo che racconta di Stella ed Edgar, ma trasmette molto più dello stato psichico di Peter.

Dopo le prime pagine, una domanda si insinua con forza nella mente del lettore: potrebbe succedere a me? Questa è forse la peculiarità di un romanzo che molti definiscono classico, mentre altri considerano esclusivamente un best seller. Sicuramente uno scritto che fa discutere, respingendo e attirando lettori di ogni età ed epoca. Follia pone al centro dell’attenzione colui che legge, rendendolo protagonista e riempiendolo di dubbi, tanto da avere il terrore di immedesimarsi in Stella, una donna dalla vita apparentemente perfetta che si rivela però sentirsi chiusa in una gabbia dorata. Una prigione di perfezione, lusso, comodità e, soprattutto, regole, abitudini e riti dettati dalla civile convivenza. Una goccia di pioggia che increspa la tranquillità dello stagno, una stretta e folle via di fuga da ciò che la società si aspetta.

Questo è fondamentalmente Follia di Patrick McGrath: narrare la storia di una persona che ha disilluso le aspettative altrui, infrangendo le regole della società. E proprio da questo deriva la repulsione e attrazione provata dal lettore, il senso di inquietudine che si avverte sin dalle prime pagine: quest’ultimo si rende conto che la linea che divide coraggio e follia è estremamente sottile, probabilmente inesistente.

Dunque come si può esprimere un giudizio? Ancora una volta è l’autore che ci viene in soccorso, riuscendo in poche semplici parole a esprimere non solo la soggettività di un giudizio, ma anche la sua inconsistenza.

«“E in ogni caso io sono un medico, non ho nulla da rimproverare a chi si ammala. E come potrei rimproverare a te di esserti innamorata?”
“Gli altri ci riescono benissimo”.
“Ah, ma perché per loro è stato un trauma. Se ci pensi, quand’è che cominciamo a fare delle distinzioni tra quel che è giusto e quel che è sbagliato? Quando qualcosa ci ferisce o minaccia di farlo”.
“Funziona così?”.
“Almeno credo.[…].”».


McGrath_CopertinaokScheda del libro

Titolo: Follia
Autore: Patrick McGrath
Prima edizione: 1998
Editore: Adelphi
Anno: 2012
Pubblicato in Narrativa e taggato .

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