Miele-Ian-McEwan-orizz-web

50 sfumature di una spy story: Miele di Ian McEwan

Ci sono libri che tolgono il fiato, c’è poco da dire. Libri che, una volta terminati, non ci fanno dire altro che “mi fa male il cuore, quasi mi brucia” e che, sappiamo, occuperanno le nostre menti per giorni impedendoci, magari, di iniziare a leggere qualcos’altro.
Miele di Ian McEwan rientra a pieno titolo in questa categoria. Il romanzo non è forse tra i più conosciuti, ma si dimostra estremamente attuale sia per quanto riguarda le tematiche affrontate, sia per un’interessante indagine sul rapporto autore/pubblico e sul concetto di libertà intellettuale.

Una traduzione superlativa

Pubblicato in traduzione italiana da Einaudi nel 2012, quasi immediatamente dopo la sua uscita in lingua originale (con l’enigmatico titolo di Sweet Tooth), Miele è stato tradotto magistralmente da Maurizia Balmelli, che ha all’attivo numerose traduzioni dei più grandi nomi della letteratura inglese contemporanea, tra cui la celebratissima Sally Rooney.
Balmelli sa decisamente il fatto suo quando si tratta di occuparsi di autori dalla prosa e dalle tematiche tutt’altro che accessibili, come il nostro McEwan. Eppure, qui, tutto appare estremamente semplice e scorrevole, pur mantenendo quell’onnipresente livello di tensione generale che è uno dei tratti distintivi del celebre autore britannico.

Un crescendo di ansia alimentato da una scrittura che potremmo definire affilata, tagliente – sharp direbbero Oltremanica -e per niente facile da tradurre.
Grazie al lavoro di Balmelli, però, riusciamo ad affrontare il romanzo esattamente come vorrebbe il suo autore: quasi in apnea e senza quasi rendercene conto.

Miele: un romanzo, mille sfaccettature

Classificare Miele come una semplice “spy story” sarebbe ingiusto e anche piuttosto banale. La critica lo inserisce nel contesto dei “Cold War Novels”, insieme a Cani Neri, ma è molto di più.
La Guerra Fredda e il mondo dello spionaggio fanno da sfondo all’intensa storia d’amore tra Serena Frome, la bellissima protagonista del romanzo e impiegata del Mi5, e Tom Haley un enigmatico e apparentemente umile scrittore di provincia.

Entrambi coinvolti nell’operazione “Miele” da parte dei Servizi Segreti di Sua Maestà, finiranno per essere vittime e, allo stesso tempo, responsabili di un destino crudele e amaro in un mondo che non ammette errori e, soprattutto, tradimenti.
Eppure, Miele non rientra pienamente nemmeno nella categoria dei romanzi sentimentali. McEwan, infatti, infarcisce la narrazione di elementi politici, filosofici e, per certi versi, metaletterari che coinvolgono il lettore in prima persona, spingendolo ad interrogarsi nel suo ruolo di lettore, sul suo essere cittadino del mondo ed infine come essere umano.

Raccontare un mondo in fermento

Miele offre un interessante e preciso resoconto storico-politico dell’Inghilterra degli anni Settanta.
Il clima di tensione prodotto dalla Guerra Fredda con la diffidenza e il disprezzo nei confronti di tutto ciò che rimanda all’Unione Sovietica, la minaccia costante di attacchi da parte dei militanti dell’IRA nell’Irlanda del Nord e l’influenza non sempre positiva degli Stati Uniti, viene integrata abilmente nella trama principale e non solo perché i suoi protagonisti lavorano per i Servizi Segreti.
McEwan ci racconta come sia, di fatto, impossibile sfuggire alla Storia e a quanto ci accade intorno: siamo tutti prodotto della nostra epoca e di quelle precedenti, ma questo non ci deve impedire di cambiare il mondo.

La madre della protagonista, ad esempio, incarna il classico stereotipo della donna inglese figlia degli anni Cinquanta e Sessanta, ma sarà lei ad esortare Serena a non scegliere la strada più semplice e convenzionale per una ragazza di quegli anni: una laurea in Matematica a Cambridge.
Attraverso Serena, McEwan ci dipinge un’Inghilterra in fermento, da un lato la tensione politica, dall’altro una società che cerca di rinnovarsi e svecchiarsi tra i nuovi generi musicali, le Red-Bricks Universities, il lento ma significativo cambio del ruolo della donna – qui rappresentato anche dal personaggio di Millie Trimingham alias Stella Rimington, prima donna ad essere nominata Direttore Generale del Mi5. Serena Frome, con la sua laurea a Cambridge, la sua appartenenza alla classe medio-alta e il suo desiderio di riscatto è un perfetto connubio tra questi due mondi.

Miele tra personaggi, autore e lettori

Ambientare il suo romanzo negli anni Settanta, dunque, è per McEwan l’occasione perfetta per la creazione di uno dei personaggi più complessi e, allo stesso tempo, più interessanti di tutta la sua prosa.
Serena Frome – il cui nome, ci viene ripetuto più volte, fa rima con “plume” che ha una strana assonanza con nom de plume, ma anche con la Molly Bloom di Joyce con cui condivide alcuni tratti – è il veicolo ideale per esplorare il conflitto tra la sfera pubblica e quella privata, ma è anche occasione per l’autore di riflettere sul proprio lavoro di scrittore e sulla relazione che intercorre tra chi scrive e chi legge.

Buona parte della trama di Miele, infatti, si concentra sulla formazione culturale, politica e sentimentale di Serena. Attraverso le sue relazioni sentimentali, Serena impara e cresce sotto tutti i punti di vista. Tom Haley, il suo grande amore, arriverà solo a metà romanzo e sarà comunque sempre un mentore fondamentale nella sua educazione, specie quella letteraria. Serena, infatti, scopre se stessa attraverso la letteratura: si considera quasi un’eroina di Jane Austen e vede la Camden in cui vive quasi identica a quella di Dickens nel suo Dombey and Son.

Proprio come noi, anche Serena cerca nei libri personaggi che le assomiglino e storie che ricordino la sua; per lei leggere è una via di fuga, ma è anche un modo per dare significato alla sua vita, ecco perché è attratta da Tom per come scrive, prima ancora che come persona.
Serena legge tantissimo, però non è una lettrice attenta e McEwan, attraverso il personaggio di Tom – che qualche critico ha definito semi-autobiografico- usa questo suo limite per farci riflettere sul modo in cui leggiamo e, soprattutto, su come usiamo le informazioni che ricaviamo dai libri.

La letteratura, sembra dirci McEwan, può aiutarci a dare senso alle nostre vite, ma non è la soluzione a tutti i nostri problemi.

Un autore “difficile”

Miele, dunque, non è un libro facile né tantomeno alla portata di tutti, ma questo è, in fin dei conti, Ian McEwan.
La sua complessità stilistica, la sua grande versatilità in fatto di tematiche e di caratterizzazione dei personaggi lo rende sicuramente un autore affascinante, ma spesso arriviamo a commettere il grave errore di considerarlo un autore statico e facilmente associabile ad un solo genere letterario.

Il rischio, poi, è quello di crearsi delle aspettative e pensare che sia possibile collegare un romanzo all’altro per affinità di tematiche o semplicemente per protagonisti apparentemente simili.
Il grande valore di McEwan, invece, è proprio quello di creare storie e personaggi sempre diversi e che affrontano tematiche e problematiche diverse, e consentendo a lui in quanto autore di confrontarsi e interagire con una realtà che è sempre in evoluzione.
Ecco perché per alcuni lettori Miele, funzionerà meglio rispetto a Cortesie per gli Ospiti, ma un personaggio come Serena Frome non sarà mai interessante quanto quello di Briony Tallis di Espiazione, ad esempio.

Leggere Miele – e McEwan in generale – non significa semplicemente apprezzare un bel romanzo, ma è fare esperienza di una enorme quantità di emozioni diverse. È come immaginare di essere afferrati, arpionati da un enorme uncino; sappiamo che fa male, molto male, ma abbiamo l’adrenalina in corpo e non riusciamo a smettere di leggere.


Miele-Ian-McEwan-copertina-web
Scheda libro

Titolo originale: Sweet Tooth

Titolo italiano:
Miele

Autore:
Ian McEwan

Editore:
Einaudi

Prima Edizione:
2012 (Inghilterra) – 2012 (Italia)
Traduzione: Maurizia Balmelli



Miele, la recensione del romanzo di Ian McEwan
Miele Ian McEwan orizz web

Miele di Ian McEwan non è una “spy story” né un romanzo sentimentale, piuttosto una storia complessa nella quale l'autore riesce a rendere il quadro di un momento storico e di una realtà in evoluzione.

URL: https://www.ilcappuccinodellecinque.it/miele-ian-mcewan/

Autore: Valeria Nobile

Nome: Miele

Autore: Ian McEwan

ISBN: 8806214055

Data di pubblicazione: 2012-11-06

Formato: https://schema.org/Hardcover

Pubblicato in Narrativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *