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Dell’amore e di altri demoni, il realismo magico di Gabriel García Márquez

Sembra che i capelli debbano resuscitare molto meno delle altre parti del corpo“, è scritto in epigrafe in questo testo Dell’amore e di altri demoni scritto da Gabriel García Márquez (Mondadori). Ed è sui capelli che ruota il cardine dell’intera narrazione, come il pilastro di un edificio.

Lo stile inconfondibile di Gabriel García Márquez

È nota la straordinaria capacità narrativa di Gabriel García Márquez, detto Gabo, premio Nobel per la letteratura nel 1982, considerato il più grande esponente della corrente letteraria del realismo magico (Aracataca- Colombia 1927/ Città del Messico 2014).
È stato l’inventore di un genere che successivamente ha influenzato diversi altri rinomati prosatori, come Paulo Coelho e Isabel Allende.
Difatti, non è semplice obliare una lettura di Gabo, ti accompagna per tutta la vita e inconsapevolmente determina tutte le altre scelte da lettore.

La sua fama di romanziere (magico-realista), gli ha consentito di entrare sorridente nelle vite dei lettori di tutto il mondo attraverso una lettura scorrevole, disincantata, ammaliatrice e di rimanerci per sempre, tramite un placito raggiro narrativo, allorquando, di tanto in tanto, affiorano, nei ricordi e negli anni, scene tratte dalle letture dei suoi romanzi.

Figlio di Gabriel Eligio Basilio García, telegrafista e di Luisa Santiaga Márquez Iguarán, chiaroveggente, Gabriel García Márquez porta con sé e in sé la consuetudine del mondo latinoamericano a combinare storia, realtà, magia, superstizione fin nella quotidianità e principalmente a crederci.
Estroversi nei tratti genetici anche i nonni materni di Gabo il colonnello Nicolás Ricardo Márquez Mejía e la chiaroveggente Tranquilina Iguarán Cotes, grande conoscritrice di fiabe e leggende locali. Non si sfugge!

Dell’amore e di altri demoni, suggestioni e trama

Dell’amore e di altri demoni, esce nel 1994 con il titolo originale ‘Del amor y otros demonios’ e subito tradotto in diverse lingue del mondo; nello stesso anno lo leggo e si apre automaticamente la curiosità per questo mondo verosimilmente magico, a tratti sognante. Seguono altre letture dello stesso autore, altre circostanze, altre occasioni in cui le congiunture tra romanzo storico e fantastico emergono sempre.

Il romanzo è ambientato in Colombia ai tempi dell’inquisizione spagnola. Ma quello che attrae maggiormente è l’introduzione dell’autore che, con un vincente gioco di analessi e prolessi, riesce a conquistare; a Cartagena de Indias nel 1994, racconta, che in gioventù, precisamente il 29 ottobre del 1949, venne incaricato di seguire come giornalista, lo smantellamento di un vecchio cimitero, ormai un rudere, dove tra defunti prestigiosi, politici, religiosi del 1600 apparve la sepoltura di una ragazzina dodicenne.

[…] ‘Ma, nella terza nicchia dell’altare maggiore, dalla parte del Vangelo, ecco la notizia. La lapide schizzò via in pezzi al primo colpo della zappa, e una chioma viva di un color rame intenso si sparse fuori dalla cripta. Il capomastro volle estrarla intera con l’aiuto dei suoi operai, e più la tiravano e più sembrava lunga e abbondante, finché non uscirono gli ultimi capelli ancora attaccati a un cranio di ragazzina’ (p.11).

Una ragazzina dai capelli rossi

Non appena venne sfondata la lapide lo spazio antistante fu sommerso da metri e metri di capelli rossi, cresciuti a quanto pare, anche dopo a morte, per la bellezza di 22 metri e 11 centimetri. Sulla lapide un solo nome: ‘Sierva María de Todos los Angeles’ (p.11).
Ricorda l’autore di aver ascoltato da piccolo la storia tramandata oralmente di una ragazzina dai capelli rossi, morsa da un cane rabbioso, morta di rabbia. Ma l’autore non ci sta e risale i secoli per narrare la vera storia di Sierva Maria.

Viene così intrecciata una storia in un tempo dove l’amore viene assimilato a possessioni diaboliche, così come la cultura della ‘bassa borghesia’, creata dagli europei in Colombia per asservire un popolo ormai multietnico composto da culture animiste africane (gli schiavi erano perennemente presenti nella loro società), religione cristiana inquisitoria, magia e superstizione popolare.

Gabriel García Márquez in una storia tra libertà e indiffernza in una storia tra libertà e indifferenza

Sierva Maria è figlia di un marchese stanco e pigro e di sua moglie, una contrabbandiera di neri, dedita all’ossessione della lussuria e perennemente drogata di cacao che nasconde in ogni dove per non restarne priva.
Bernarda riesce a farsi sposare per essere rimasta incinta ma non ne vorrà mai sapere della figlia, nata settimina, che viene cresciuta nelle baracche delle schiave nere a suon di riti animisti, lingue africane e talismani magici.
Sierva Maria, però era libera in quell’unico mondo in cui era cresciuta ed era stata accettata: ‘Per ordine di Dominga de Adviento le negre più giovani le dipingevano il viso di nerofumo, le appendevano collane stregonesche sopra lo scapolare del battesimo e si occupavano dei suoi capelli che non le avevano mai tagliato e che l’avrebbero impacciata nel camminare se non fosse stato per la treccia a numerosi giri che le facevano ogni giorno’ (p.21).

La ragazzina adotta come massima caratteristica di sé la mania di mentire per sfuggire all’indifferenza dei suoi genitori.
Il padre si accorge di lei, in un rigurgito di coscienza, solo quando apprende del morso del cane rabbioso: ‘Aveva sempre creduto di amare la figlia, ma la paura del mal di rabbia lo costringeva a confessarsi che ingannava se stesso per comodità. Bernarda, invece, non se lo domandò neppure, perché era pienamente consapevole di non amarla né di essere amata da lei ed entrambe le cose le sembravano giuste. Molto dell’odio che entrambi nutrivano per la ragazzina dipendeva da quel che la ragazzina aveva dell’uno e dell’altra’ (p. 27).

Dell’amore e di altri demoni, l’amore scandaloso

Pensa così bene di sottrarla alle cure dell’unico medico in grado di curarla, Abrenuncio perché ebreo. Il vescovo gli consiglia di mettere la figlia nelle mani del Signore Iddio che all’epoca equivale all’Inquisizione, un convento di suore astiose e pregiudizievoli.
Una dodicenne con una lunga chioma rossa, che parla lingue non traducibili, vestita di scapolari africani, all’inquisitore poteva solo apparire come il diavolo in terra; invece l’inquisitore, il sacerdote Cayetano Delaura, s’innamora perdutamente, alla follia di quella giovanissima che impara ad amarlo e a fidarsi attraverso versi d’amore e non d’esorcismi: “Per te, nacqui, per te ho la vita, per te morirò e per te muoio”». Sierva María sorrise senza guardarlo.’ (p. 122). Era uno scandalo.

Lo spunto per capire l’attualità

Poco dopo lui viene sollevato dall’incarico, il nuovo inquisitore praticherà gli esorcismi su un corpo ormai scarnito dalla disillusione e dalla fame.
Tagliano la lunga chioma, conservata dalla nascita per voto, la legano con corde pesanti. La umiliano come una bestia sacrilega.
Lei 12 anni, lui 36; entrambi privi di altre esperienze affettive così intense, credono che l’amore possa essere l’unica salvezza dall’ignoranza religiosa e sociale.

Non finirà bene. Lei muore d’amore e non di rabbia, lui si arrende ad una vita smisuratamente vuota.
Nel romanzo s’intrecciano numerosi personaggi che isolati possono offrire lo spunto di riflessione anche sull’attualità.

Come anticipavo, questo è un testo letto circa trent’anni fa verso cui ho conservato, come lettrice, un debito che ora saldo perchè io il mio Cayetano l’ho trovato e l’ho sposato, mia figlia, dodicenne, non ha i capelli rossi, ma neri … ma questo rimanderà, probabilmente, ad altra storia, visto la fama nella letteratura, anche dei capelli corvini.


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Scheda libro


Titolo:
DELL’AMORE E DI ALTRI DEMONI

Autore:
Gabriel García Márquez

Titolo originale:
Del amor y otros demonios

Editore:
Arnoldo Mondadori Editore – Best Sellers -Cles (Tn)

Prima edizione:
1994

Traduzione:
Angelo Morino

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