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L’Alchimista di Paulo Coelho, il Linguaggio Universale che parte dal cuore

L’Alchimista di Paulo Coelho edito da La nave di Teseo è un romanzo di formazione, una lettura amata soprattutto dai giovani.
Tuttavia, considerato l’entusiasmo di quel periodo della vita, ancora pieno di slanci per ‘sognare e desiderare ogni cosa che possa rendere felice’ l’esistenza, il libro dovrebbe trovare molti più lettori fra quegli adulti che ‘ogni mattina” vedendo ‘spuntare il giorno’ avvertono la ‘solita angoscia’, ormai rassegnati al pensiero che sia ‘tardi per cambiare’ e che ritengono la propria vita condizionata da ‘un destino’ che è ‘immutabile.

L’alchimista, trama

Santiago fa il pastore perché quel mestiere è l’unico modo per seguire il suo ‘desiderio più grande’, viaggiare e conoscere il mondo. Un giorno, riparandosi in una chiesa diroccata, in mezzo alla quale cresce un sicomoro, ripete lo stesso sogno, in cui un bambino lo esorta ad arrivare fino alle Piramidi per trovare un tesoro.

Incuriosito e un po’ infastidito (si sveglia sempre prima che venga mostrato il posto preciso), cerca aiuto da una zingara, ma sarà l’arrivo del vecchio Melchisedek, re di Salem, ad aiutarlo.

Così, vende le pecore e si imbarca per l’Africa, dove incontra diversi compagni di viaggio e conosce l’Alchimista, un personaggio un po’ filosofo, un po’ mago, un po’ guerriero, di sicuro un saggio, che gli insegnerà ad ascoltare il proprio cuore, superando prove difficili. Nel suo cammino verso le Piramidi impara ad ascoltare i segreti del deserto, del vento e dell’amore, conoscendo il ‘Linguaggio Universale’.

Il Linguaggio Universale

Il linguaggio dell’Alchimia è ‘complicato’ ed esistono tre tipi di alchimista: quelli che si ‘esprimono in modo vago’ perché ‘non sanno di cosa stanno parlando’, quelli che lo fanno perché conoscono la materia e sanno che parla ‘il linguaggio del cuore’ e ‘non della ragione’ e, infine, quelli che non hanno mai sentito parlare di alchimia, ma che hanno scoperto ‘la pietra filosofale nel corso della loro vita’.

Con queste parole quasi esoteriche della prefazione, l’autore introduce il romanzo che, invece, avrà una narrazione piana e lineare.
Sembra quasi voler redarguire il lettore a non lasciarsi confondere da quella forma semplice perché è proprio attraverso un ‘idioma’ ‘segreto, ma elementare’ che la Natura comunica, un ‘Linguaggio Universale’ che tutti sono in grado di capire, ma hanno dimenticato, fondamentale per compenetrare ‘l’Anima del Mondo’ e attuare la propria ‘Leggenda Personale’.

Leggenda personale

La Leggenda Personale è Maktub (in arabo ‘così è scritto’), concepita dall’Anima del Mondo; ‘è il desiderio più grande’, ma è anche ‘una missione’, ‘uno scopo’, qualcosa che va cercato attraverso i ‘segnali’ e supportato con ‘grande volontà’ perché se all’inizio della gioventù si comprende quale sia ‘il fine della propria vita’, col tempo ‘sembrano scatenarsi forze misteriose per dimostrarne’ l’inattuabilità.

In realtà, questi elementi perturbanti non sono altro che un ‘modo’ per preparare ‘lo spirito e la volontà’. Come nel ‘Faust’ esiste ‘una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente opera il bene’, alla fine ‘tutto è una cosa sola’, scritto dalla ‘medesima Mano’ e ‘quando desideri qualcosa, l’intero universo cospira affinché tu possa realizzare quel desiderio’.

Perché allora non tutti sono in grado di attuare i propri sogni, nonostante una volontà ferrea? Perché per molti l’obiettivo resta solamente il sogno e, temendo una delusione, non trovano il coraggio necessario per vederlo realizzato; altri hanno ‘timore dell’ignoto’ e hanno paura di lasciare le loro abitudini e i loro averi; in ogni caso ‘perseguono la propria Leggenda Personale, senza il desiderio di viverla’.

L’Amore

Durante il viaggio sono tante le declinazioni con cui si definisce l’amore. È una ‘forza prorompente’, ‘più antica degli uomini e del deserto’; ‘magnifico e insondabile’, parla il ‘Linguaggio del Mondo’ e infonde un significato profondo ad ogni cosa.
Non ostacola e non si oppone alla ‘Leggenda Personale’ perché non è possesso ed è profonda fiducia.

‘Si ama perché… si ama. Non c’è altra ragione’, ma si ama anche perché tutto ‘l’Universo ha cospirato’ perché l’amante incontrasse l’amata. Persino il deserto, il vento e il Sole hanno il proprio concetto di amore, ma la conclusione è che l’amore è come l’alchimia: ‘una forza che trasforma, arricchisce e perfeziona l’anima del Mondo’ perché ‘quando amiamo’ ‘ci sforziamo di essere migliori’.

‘Ascolta il tuo cuore’

Il viaggio gli ha insegnato tutto quello che doveva sapere, ma c’è ancora un precetto fondamentale che l’Alchimista deve impartire al ragazzo: imparare ad ascoltare il proprio cuore. È generato dall’ ‘Anima del Mondo’, per cui ‘conosce tutte le cose’.
Il dialogo col proprio cuore è contraddittorio e difficile: esso lo commuove, lo impaurisce, lo mette in guardia, lo tormenta e ad un certo punto preferirebbe non ascoltarlo più perché gli appare ‘infido e traditore’.

‘Vuol dire che è vivo’ e solo comprendendo quali sono e come affrontare i propri ‘sogni e desideri’, si eviterà che qualche ‘colpo inaspettato’ gli ‘si abbatterà’ addosso; non deve avere timori perché la paura di soffrire è ‘peggiore della sofferenza stessa’.

Allora il ragazzo rassicura il proprio cuore, spiegandogli che ‘ogni momento di ricerca è un momento di incontro con Dio’ e ‘l’Eternità’ e che si fanno scoperte inaspettate e inimmaginabili quando si ha ‘il coraggio di tentare qualcosa di impossibile’ per perseguire il proprio sogno, come ha fatto lui, che era un semplice pastore.

Lo Stile de L’Alchimista

A metà fra una novella orientale e un testo sacro, con un epilogo che attinge direttamente a una storia della tradizione ebraica, la prosa de L’Alchimista ricalca la semplicità e la pacatezza del suo protagonista.
L’incipit asciutto ‘il ragazzo si chiamava Santiago’ sarà l’unica volta insieme al finale, in un andamento circolare, in cui verrà chiamato col suo nome di battesimo.
Per un momento richiama il ‘chiamatemi Ismaele’ di Melville, non fosse altro per l’amore e il desiderio di viaggiare, anche se opposta è la prosa dei due romanzi come l’indole dei protagonisti.


LAlchimista-Paulo-Coelho-copertina-webScheda del libro

Titolo: L’Alchimista

Titolo originale: O Alquimista

Autore: Paulo Coelho

Editore: La Nave di Teseo

Traduzione dal portoghese: Rita Desti

Prima edizione: 1988

Prima Edizione Italiana: Bompiani, 1995

 

 


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